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Dal 1985 parla di moto e di gare del motociclismo su Italia1
Nico Cereghini è milanese, anche se è nato a Casargo, Valsassina, nel 1948.
Appassionatissimo di moto e lettore accanito delle riviste specializzate di motociclismo fin dall'infanzia, non ha avuto esitazioni nel trovare la sua strada: la motocicletta, da guidare, raccontare, disegnare. Così ha iniziato nel '68 collaborando con il mensile Motociclismo e poi è passato ad altri giornali di settore, il Pilota Moto, La Moto, ancora Motociclismo come vice-direttore, poi Tuttomoto e oggi Riders. Parallelamente, negli anni Settanta ha avuto la possibilità di correre in pista; le 500 chilometri per le 750 derivate dalla serie, la velocità nelle classi 250 e 500, le 24 Ore con le 1000.
Poche stagioni di gare, sette per la precisione, con risultati discreti. Qualche vittoria con la 250 tra gli juniores, poi qualche podio italiano in 500 di fianco ad Agostini e nelle 24 Ore internazionali con le grosse 1000. Ha avuto la fortuna di portare in gara al Castellet la mitica Laverda V6 a sei cilindri progettata dall'ingegnere Alfieri.
La sua collaborazione con Italia 1 è cominciata nel 1985 con il programma settimanale Grand Prix, i servizi sul motomondiale,
le prove sui strada dei nuovi modelli; inoltre è stato il corrispondente dalla Parigi Dakar
che ha seguito sei volte, e il telecronista dei Gran Premi in diretta per qualche anno; infine ha assunto la conduzione del programma Fuorigiri, il dopo-gara di Italia 1 che oggi - da quando ha smesso di seguire tutte le gare- lo vede in studio a Cologno Monzese come opinionista. Non manca mai di comparire al Mugello, a Misano e in qualche altra occasione europea. Il suo lavoro arriva anche sulle pagine digitali di internet grazie alla collaborazione con Moto.it.
Consapevole che la moto è un mezzo meraviglioso, ma delicato da guidare ed esposto ai pericoli della strada, Nico Cereghini ha dato una grande importanza al tema della sicurezza.
Le prove moto in tv chiudono con le sue raccomandazioni. Lo slogan "casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!" è diventato ormai famoso.
E si può ben dire che questa attenzione nei confronti dell'uso del casco e la ricerca della visibilità del motociclista attraverso l'abitudine a tenere le luci accese anche di giorno, hanno contribuito a spingere il legislatore italiano verso le norme europee, con le leggi sulle due obbligatorietà.
Sempre ai fini della sicurezza, Nico Cereghini ha avvertito l'esigenza di trasmettere ai motociclisti le nozioni fondamentali della tecnica di guida della moto: ha realizzato numerosi articoli sulla carta stampata, due videocassette che sono state utilizzate anche nelle scuole, una serie di servizi specifici in televisione. Bella è la moto, ma da guidare con la tecnica giusta e nel rispetto delle regole.
Tra le passioni di Nico c'è anche il disegno satirico; nel tempo ha pubblicato numerose strisce, naturalmente di soggetto motociclistico.
Appassionatissimo di moto e lettore accanito delle riviste specializzate di motociclismo fin dall'infanzia, non ha avuto esitazioni nel trovare la sua strada: la motocicletta, da guidare, raccontare, disegnare. Così ha iniziato nel '68 collaborando con il mensile Motociclismo e poi è passato ad altri giornali di settore, il Pilota Moto, La Moto, ancora Motociclismo come vice-direttore, poi Tuttomoto e oggi Riders. Parallelamente, negli anni Settanta ha avuto la possibilità di correre in pista; le 500 chilometri per le 750 derivate dalla serie, la velocità nelle classi 250 e 500, le 24 Ore con le 1000.
Poche stagioni di gare, sette per la precisione, con risultati discreti. Qualche vittoria con la 250 tra gli juniores, poi qualche podio italiano in 500 di fianco ad Agostini e nelle 24 Ore internazionali con le grosse 1000. Ha avuto la fortuna di portare in gara al Castellet la mitica Laverda V6 a sei cilindri progettata dall'ingegnere Alfieri.
La sua collaborazione con Italia 1 è cominciata nel 1985 con il programma settimanale Grand Prix, i servizi sul motomondiale,
le prove sui strada dei nuovi modelli; inoltre è stato il corrispondente dalla Parigi Dakar
che ha seguito sei volte, e il telecronista dei Gran Premi in diretta per qualche anno; infine ha assunto la conduzione del programma Fuorigiri, il dopo-gara di Italia 1 che oggi - da quando ha smesso di seguire tutte le gare- lo vede in studio a Cologno Monzese come opinionista. Non manca mai di comparire al Mugello, a Misano e in qualche altra occasione europea. Il suo lavoro arriva anche sulle pagine digitali di internet grazie alla collaborazione con Moto.it.
Consapevole che la moto è un mezzo meraviglioso, ma delicato da guidare ed esposto ai pericoli della strada, Nico Cereghini ha dato una grande importanza al tema della sicurezza.
Le prove moto in tv chiudono con le sue raccomandazioni. Lo slogan "casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza. Sempre!" è diventato ormai famoso.
E si può ben dire che questa attenzione nei confronti dell'uso del casco e la ricerca della visibilità del motociclista attraverso l'abitudine a tenere le luci accese anche di giorno, hanno contribuito a spingere il legislatore italiano verso le norme europee, con le leggi sulle due obbligatorietà.
Sempre ai fini della sicurezza, Nico Cereghini ha avvertito l'esigenza di trasmettere ai motociclisti le nozioni fondamentali della tecnica di guida della moto: ha realizzato numerosi articoli sulla carta stampata, due videocassette che sono state utilizzate anche nelle scuole, una serie di servizi specifici in televisione. Bella è la moto, ma da guidare con la tecnica giusta e nel rispetto delle regole.
Tra le passioni di Nico c'è anche il disegno satirico; nel tempo ha pubblicato numerose strisce, naturalmente di soggetto motociclistico.
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